A ENZO ROMEO TUTTA LA MIA FRATERNA SOLIDARIETA’

La notizia mi ha rovinato una domenica già difficile, dal punto di vista calcistico, per le sconfitte di Reggina e Roma, le mie due squadre del cuore: ho appreso, infatti, del licenziamento di un giovane collega, Enzo Romeo, ragazzo perbene, che, si può dire, ho visto crescere professionalmente, avendolo avuto come corrispondente nei due quotidiani regionali in cui ho lavorato, prima di meritarmi la pensione e trasferirmi nella Capitale, dove del resto già viveva parte della mia famiglia.
Enzo Romeo, stando a quanto lui stesso m’ha comunicato, e la cosa mi angoscia profondamente, perchè so cosa vuol dire ritrovarsi dalla sera alla mattina senza lavoro, in una realtà editoriale assai difficile qual è quella calabrese, è stato licenziato per non aver superato, il cosiddetto “periodo di prova”. Il quotidiano cosentino, che non nomino per non fargli una pubblicità gratuita (il mio blog è seguitissimo, perdonatemi l’immodestia) ha deciso di privarsi di un professionista che lo stesso direttore, quando anche lui militava sotto altra bandiera, aveva sponsorizzato. Tre anni di lavoro non sono considerati un periodo “di prova” sufficiente?.
Mi auguro che gli organismi sindacali facciano il loro dovere, a livello regionale e provinciale, per il resto ci sono gli strumenti previsti dalla magistratura del lavoro. Il collega Carlo Parisi, al quale va la mia stima e, credo, anche la mia amicizia, farà di tutto, ad onta delle maldicenze messe in campo dai suoi, per la verità pochi, detrattori, per tutelare Enzo Romeo ed impedire un atto di prepotenza da parte di editori che si qualificano di sinistra, vogliono riesumare antiche testate comuniste, e mettono un giorno sì e una no, nelle pagine, naturalmente col consenso del direttore, le foto dei soliti noti del centrosinistra, a cominciare dall’ineffabile Loiero, per finire a Minniti, la testa più lucida del Pd, passando per il ganimede cosentino Adamo, noto per la sua love story extra matrimoniale che, per mesi, ha fatto felici gli amanti del gossip.
Il discorso diventerebbe assai lungo, e a Romeo dico di avere fiducia, c’è ogni tanto un giudice a Berlino, anche dalle nostre parti. Da parte mia, tutto l’affetto e la solidarietà possibili.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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