La sorpresa, per i cittadini, è stata piacevole. Finalmente, in luoghi strategici quali le chiese, gli ospedali, le piazze centrali, l’amministrazione comunale ha cominciato ad installare le bacheche per l’affissione dei manifesti funebri.
L’intenzione di Scopelliti e dei suoi prodi assessori è quella di porre fine ad un vero e proprio sconcio con i manifesti attaccati un pò dovunque, persino sui portoni delle case, deturpando le facciate di palazzi storici, ornando, si fa per dire, anche i cassonetti dell’immondizia, tanto il morto non può protestare e i congiunti hanno altro cui pensare.
Le bacheche sono di gusto classico, nulla da osservare sullo stile, ma i nostri amministratori non hanno fatto i conti con la maleducazione degli addetti a questo compito per conto delle agenzie di pompe funebri.
Infatti, gli spazi sono stati ovviamente riempiti subito, ma nel giro di qualche minuto, così come avviene in tempo di elezioni, altri manifesti hanno coperto quelli messi da poche ore e che non costano poco.
Non sappiamo quali sanzioni il regolamento comunale preveda per chi, fregandosene del prossimo, occupa prepotentemente uno spazio non suo. Chi dovrebbe vigilare? Forse i vigili che non si vedono mai, o gli addetti all’ufficio affissioni del Comune?. Certamente una bella iniziativa, che ci mette sullo stesso piano delle grandi città dove, però, nessuno s’azzarda a violare le regole.
Non osiamo immaginare cosa potrebbe accadere fra pochi giorni, quando inizierà la campagna elettorale per le Europee e, l’anno prossimo, quella regionale. Senza parlare dei soliti vandali che si divertono a danneggiare qualsiasi cosa, senza rispetto, in questo caso, neppure per chi ci ha lasciati.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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