
Lo dico senza mezzi termini: personalmente, per quello che può contare il mio modesto parere (le riflessioni le lasciamo ai tuttologi che pontificano ogni giorno sui giornali) non sono contrario ad eventuali “trasferte” dei Bronzi di Riace in occasione di eventi particolari.
E uno di questi sarebbe il G8 in programma a La Maddalena l’estate prossima, senz’altro un palcoscenico internazionale che avrebbe, sempre a mio modesto avviso, riflessi importanti sull’immagine della nostra città.
Ovviamente, alla CGIL guidata da “basettone” Alì non è sembrato vero poter scatenare la polemica e lanciare strali contro il Governo che, secondo i seguaci di Epifani, è colpevole di qualsiasi cosa accada nel Paese, nevicate comprese.
Più cauti sono stati la sovrintendente Greco e lo stesso sindaco Scopelliti, che annuncia dalle colonne del Corriere un eventuale referendum popolare, così sarà la città, che per la verità ha solo questo problema cui pensare, a decidere.
Ricordiamo che in occasione del “prestito” a Mantova di alcune opere custodite nel Museo di piazza De Nava, ci fu una mezza sollevazione, si tentò d’impedire la partenza, poi tutto rientrò e i preziosi reperti andarono nella città virgiliana.
In quel frangente, ricorda sempre il Corrierone, la stessa sempre sorridente assessoressa ai piccoli e grandi eventi partecipò alla protesta. Se sarà necessario, crediamo, lo farà anche per difendere i Bronzi, magari mettendosi davanti al portone del Museo, con la sua mole sarà sufficiente.
Resisterà il nostro giovane sindaco alle lusinghe di Berlusconi, accompagnate magari da qualche impegno elettorale?. Lo sapremo solo vivendo.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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