ELUANA E’ MORTA, PER TUTTI E’ ANCORA VIVA

Eluana ha chiuso gli occhi per sempre, il suo calvario è finito nell’ora in cui le famiglie sono riunite attorno al desco e attendono che vadano in onda le trasmissioni più seguite in questo periodo, cioè il Grande fratello e X Factor, con il loro televoto che segna il destino dei “prigionieri” nella casa sulla Tuscolana e rinforza o annulla le speranze dei cantanti sottoposti al giudizio del trio Mara, Morgan, Simona Ventura.
Una affannata conduttrice del Tg 1 cerca in qualche modo di collegarsi con uno stralunato inviato davanti alla clinica, il quale si capisce benissimo che non sa proprio nulla e allora si ricorre alla benedetta Ansa che, bene o male, le notizie le dà, salvando il…posteriore ai giornalisti fannulloni scomodati mentre si apprestano a cercare il ristorante buono della zona.
Poi, arriva la notizia, inevitabile del solito Bruno Vespa che, raccattando qualche ospite sempre disponibile, previa passaggio dal parrucchiere, (vedi l’ex ministra, acidissima, Livia Turco) organizza, fuori budget (e son denari, come dicono in Toscana) la puntata straordinaria di Porta a Porta.
Per la verità, mamma Rai, il gioco dei pacchi, affidato all’incontenibile Max Giusti, lo manda in onda regolarmente, ma evita i programmi cosiddetti d’intrattenimento e s’affida a “monsignor” Vespa, chiamato negli ambienti di viale Mazzini “mandibola d’oro”.
Anche il duo Greggio-Hunzinger impedisce alle saltellanti vallette il balletto finale e annulla la sigla, però, mentre Fede col suo Tg4 e Studio Aperto affrontano il caso, la scosciatissima Alessia Marcuzzi, fa partire la puntata del Grande Fratello, tra lacrime e abbandoni con la squalifica (era ora!) della bionda Federica, protagonista di risse violente e performance sotto le lenzuola con l’imbambolato Nicola che, oltre al cioè, nulla di comprensibile riesce a dire nei suoi discorsi.
Mentana s’è giustamente incazzato, relegato in terza serata, ma i soldi della pubblicità, che di questi tempi scarseggia, per cui guai a rinunciarvi, hanno indotto i dirigenti del Biscione a fregarsene del dolore nazionale, dell’angoscia di chi crede nella vita, oltre ogni frontiera medica e scientifica, insomma, che lo spettacolo continui.
Eluana è morta, per tanti di noi, per chi resiste ai giochi della politica più squallida e non si lascia impressionare dalla finta indignazione della Finocchiaro e dalle risposte “istituzionali” del manichino Fini, la ragazza dai grandi occhi scuri sotto una cascata di capelli, resta viva. Per sempre.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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