MESSINESI, COMPRATE IL PILONE GEMELLO

Mi sono già occupato della vicenda pilone Enel di Santa Trada qualche tempo fa, non risparmiando al giovane assessore provinciale all’ambiente una delle mie solite frecciatine. Ma adesso mi accorgo di essere stato fin troppo clemente, alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni dopo che la notizia della vendita a privati è diventata di pubblico dominio.
Stiamo assistendo, infatti, al rituale delle dichiarazioni roventi, dei distinguo politici, delle argomentazioni tipiche di chi altro non può fare che arrampicarsi sugli specchi.
A sentire lorsignori, nessuno era informato di nulla, tutti erano da qualche altra parte e, se qualcuno c’era….dormiva.
Parliamoci chiaro, personalmente non sono contrario alla dismissione di immobili, impianti, caserme e quant’altro che per lo Stato non riveste più utilità alcuna, con la possibilità, in tempi di bilanci magri, di fare cassa. Il problema è la destinazione: siamo infatti scettici sulla “vigilanza” delle istituzioni locali e sugli impegni che vengono presi, adesso che la frittata è fatta, perchè venga combattuta ogni forma di speculazione.
Se al Pilone andremo a pranzo, oppure saliremo in ascensore per ammirare uno dei più straordinari panorami del mondo, oppure se occuperemo le ore serali in danze e concerti, questo non lo sappiamo, anzi ci auguriamo che presto anche dall’altro lato, nella disastrata Messina, ci sia qualcuno che prenda l’iniziativa e comperi anche il pilone gemello.
Altro che Ponte, sarebbero due attrazioni turistiche spettacolari, se opportunamente valorizzate e rese raggiungibili facilmente. Non si getterebbero a mare miliardi di euro per un’opera di regime che farebbe felice il direttore a vita (eterna) Calarco, ma manderebbe in bestia migliaia di siciliani e calabresi.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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