ALL’"AVANTI" LA CRISI LA PAGA SOLO IL DIRETTORE

Può succedere anche questo, in tempi di crisi, anche per la carta stampata, quella però “assistita” dallo Stato che eroga contributi a testate che, in teoria, dovrebbero essere gestite da cooperative, oppure che sono state recuperate, come è il caso del glorioso Avanti, da fallimenti.
Succede che l’editore, sentendo aria di ridimensionamento delle provvidenze per i quotidiani, cosa che peraltro non è ancora avvenuta, e noi crediamo che non avverrà, altrimenti alcune testate sarebbero condannate a morte, pensa bene di fare qualche “taglio”, una parola assai di moda.
E qual è la prima testa che cade?, quella del direttore, un giovane giornalista napoletano molto capace, Fabio Ranucci, che in questi anni ha guidato la fragile barchetta dell’ex giornale socialista all’insegna del risparmio, con poca gente, facendo un prodotto dignitoso, utilizzando, senza dare loro un euro, anche firme di prestigio.
A Ranucci l’editore, che sembra abbia velleità politiche (è stato candidato per Forza Italia due elezioni fa) ha dato il benservito, ma senza sostituirlo, come sovente accade, con uno che costerebbe meno, oppure perché non più convinto della “linea” data dal direttore al giornale.
Niente di tutto questo: Ranucci è stato licenziato senza preavviso e senza il pagamento, ai sensi del contratto di lavoro giornalistico, di tutte le spettanze. La motivazione offerta dall’editore, il quale dovrà adesso dimostrarlo in Tribunale, è data da presunte difficoltà economiche che verrebbero aggravate dal taglio dei denari governativi di cui si parla da tempo, ma che non sono ancora stati quantificati, né si sa quali testate saranno colpite. Intanto, il giornale lo firma lui editore-direttore foraggiato dallo Stato!
Ma la cosa più grave di tutta questa vicenda è la totale indifferenza del sindacato dei giornalisti, in particolare di Stampa Romana, l’associazione alla quale Ranucci, che l’avvocato comunque lo pagherà di tasca sua, si è rivolto per ottenere, come sarebbe da attendersi, appoggio e quantomeno solidarietà.
Nulla, silenzio totale, nemmeno una noticina di maniera, come si fa in questi casi, la Fnsi, d’accordo, è alle prese con la grana del contratto, ci sono cose più gravi del licenziamento del direttore de l’Avanti.
Da parte nostra, conoscendo Ranucci, più volte commissario agli esami di Stato per i giornalisti, docente all’università di Sora, autore col giudice Izzo d’un pregevole testo per la preparazione dei giovani che intendono affrontare la professione giornalistica, sappiamo che egli sta vivendo questo difficile momento con grande dignità.
Siamo convinti, che pure in un momento tanto difficile, qualcuno si servirà di lui come professionista valido, mentre la giustizia civile farà, con i tempi che tutti conosciamo, il suo corso. A Fabio, fiduciosi che lo facciano anche altri più titolati di noi, la solidarietà umana e l’affetto personale.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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