
La terribile gaffe commessa dal sindaco-giovane ex ultrà, ex curvaiolo, nel dopo partita di Reggina-Inter, ha fatto, come si suol dire, cadere la faccia a chi, come me ma come tanti altri residenti fuori regione, segue con affetto le vicende della compagine amaranto.
Vogliamo dare a Peppe show (ma stavolta lo spettacolo è andato male) ogni attenuante possibile, dato che, dall’alto della tribuna dei cosiddetti vip non avrebbe visto bene la scena, ma crediamo che il primo cittadino d’una città importante del Mezzogiorno, che forse meriterebbe altro genere di amministratori (ma non vogliamo buttarla in politica) dovrebbe evitare certi atteggiamenti che, di fronte al Paese, non lo qualificano certamente.
Il povero Mourinho, noi crediamo, si sarebbe ben guardato dall’allungare una monetina, come si farebbe con un mendicante qualsiasi, al povero ragazzo estasiato dal vedersi passare accanto cotanto personaggio del mondo calcistico.
Il trainer nerazzurro, che può risultare anche antipatico per il suo modo di porsi, anche nelle interviste, si è privato di un ricordo personale, dono della moglie, pensando di fare cosa gradita ad una persona sfortunata al quale auguriamo che la madonna di Fatima si ricordi di lui. Tutto si è risolto con la solita formula dell’equivoco, resta la figura di….m. fatta dalla città intera che Peppe l’amico di tutti rappresenta. Io, di fronte ad amici romani, alcuni dei quali reggini e calabresi, oltre all’onta della immeritata sconfitta, ho dovuto subire una vera e propria mortificazione causa il gesto improvvido di Scopelliti. Che Dio salvi la Reggina!.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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