
Che sui nostri treni possa accadere di tutto, ormai è cosa nota, le cronache registrano con cadenza pressochè quotidiana episodi tra i più sconcertanti, dalla presenza di zecche, pulci e altri insetti, a soste impreviste di alcune ore, di guasti agli impianti di condizionamento, insomma partire e arrivare a destinazione è come vincere una lotteria.
Ultimo episodio, ma solo in ordine di tempo, quello che ci ha raccontato un’amica, di ritorno da Roma sull’ eurostar che parte dalla Capitale intorno alle 10 e arriva a Reggio Centrale, ritardi permettendo, alle 16. Un buon treno, che ti consente di non alzarti all’alba e di arrivare a casa in tempo per organizzarti il pomeriggio e la serata.
E’ successo che, non appena lasciata Termini, nella vettura ha cominciato a diffondersi un odore che, col passare dei minuti, è diventato assai sgradevole, che sembrava provenire dal bagno. Qualcuno ha tirato fuori la bottiglietta di profumo, nel tentativo di migliorare…l’aria, qualche altro avendo in valigia una bomboletta di deodorante, ne ha spruzzato un pò. Ma niente da fare, la puzza è diventata insopportabile, è accorso il capotreno, le proteste si sono fatte vibrate, finchè si è arrivati persino al rifiuto di esibire i biglietti per la normale vidimazione. Finchè, ci ha riferito la nostra amica, uno alla volta i passeggeri sono stati fatti traslocare in altre vetture. Nessuno è riuscito a spiegare la causa del cattivo odore, un misto tra la fuga di gas e la rottura d’una fognatura. Qualcuno dei passeggeri non ha smesso di protestare anche all’arrivo ed ha consegnato in stazione un esposto, chiedendo il rimborso del biglietto. Cosa che non accadrà, anche perchè è previsto solo in caso di ritardi eccessivi. Stavolta è stato solo di un quarto d’ora, puzza a parte.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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