SUI CANTIERI DELLA A 3 ALEGGIA LA PAURA

Il rischio del blocco totale dei lavori per due macrolotti dell’ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria sembra sempre più concreto, anche se dai sindacati, con in testa la Filca-Cisl, sono state avviate incisive iniziative sollecitando, sia il general contractor, che le istituzioni sul territorio.
Le cause sono ormai note: da un lato, le iniziative della magistratura, che hanno disarticolato alcune cosche della ‘ndrangheta, interessando anche se per fortuna marginalmente, anche il mondo sindacale; dall’altro, il continuo lievitare dei prezzi delle materie prime, dovuto alla crisi economica internazionale ed al rialzo eccezionale del petrolio.
Da parte di Filca e Fillea è partita una proposta che non può mancare di suscitare commenti e aprire un dibattito nella regione che più d’ogni altra, avverte il peso della recessione, e presenta notevoli problemi dal punto di vista della criminalità. E’ stato chiesto, senza mezzi termini, il presidio dei cantieri da parte dei militari dell’esercito, in aggiunta ai servizi che vari Corpi (carabinieri, polizia, guardia di finanza) già svolgono, e che qualche risultato l’hanno dato.
La pesante interferenza della mafia, che nel settore edile, questo è noto, trova da tempo una delle maggiori fonti di…finanziamento, non può comunque servire da alibi per incoraggiare chi ha interesse a non “disturbare” il manovratore e fare in modo che, come per il passato, prevalga la politica del tanto peggio, tanto meglio.
C’è chi intende fare opposizione in questo modo, pensando che la gente abbia la sveglia al collo e gli anelli al naso, e viva nelle tribù.
La Calabria è una regione viva, dal punto di vista culturale, ha un’informazione distribuita, attraverso numerosi quotidiani, su carta e on line, in maniera capillare, insomma, solo chi non vuole informarsi, può nascondersi alla realtà.
L’allarme è stato lanciato, e non riguarda soltanto i cantieri della A3, ma lo stato generale dell’edilizia pubblica e privata che sembra dover segnare ancora una volta il passo, con conseguenze sull’economia regionale di particolare gravità.
L’arrivo dell’esercito, se questa proposta verrà accolta, non può che essere considerato un momento di particolare presenza dello Stato, fin troppo assente, in questi anni, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
Ma non basta, occorre un’autentica mobilitazione popolare, a partire dai sindaci, che rappresentano le varie comunità interessate a non far fallire processi di sviluppo che collegamenti più efficienti favoriscono.
Oltre all’autostrada, bisogna accendere i riflettori anche su un’altra opera che corre grossi rischi, la trasversale delle Serre, di fondamentale importanza per assicurare il rilancio d’una giovane provincia qual è quella vibonese.
Il dialogo con l’Anas, con le imprese committenti, con la classe politica, con le organizzazioni sindacali, deve essere continuo. Solo così è possibile trovare soluzioni unitarie e presentare non solo la faccia truce dello Stato, ma anche far capire che la Calabria da tempo ha scelto altre strade che non siano quelle del sottosviluppo, dell’acquiescenza ad una classe politica debole e corrotta, ma quelle che portino ad un completo riscatto sociale ed a un futuro diverso per le nuove generazioni.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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