STAZIONE FS, QUELLA SCALA SEMPRE…..IMMOBILE

Stazione centrale, eurostar delle 7,55, direzione Roma. Non c’è tanta gente: un gruppo di giovani che va a fare un concorso, e che si porta nel bagaglio un carico di speranze, il professionista con la sua borsa firmata, un’anziana signora che trascina a fatica il trolley e che, quando arriva davanti all’unica scala mobile, si blocca, quasi impietrita, guardandosi attorno smarrita.
Un cartello avverte: impianto fermo per lavori di riqualificazione, un nastro di plastica limita la zona. Io, che già devo aiutare mia moglie (che diavolo carica nelle sue valigie, ogni volta che parte) cerco di alleviare il disagio della povera donna, ed anche di un’altra signora che, tra l’altro, è claudicante.
In breve mi trasformo in portabagagli, arrampicandomi sulle scale fino al binario 4, per fortuna che non ci hanno spedito all’ultimo. Benedetti quegli uomini col camice che, fino a non molti anni fa, attrezzati col loro carrettino, erano pronti, all’arrivo di ogni convoglio, a dare una mano a chi, già stanco per il viaggio, non se la sentiva di trascinare i bagagli.
La scala…immobile è lì da anni e ricordo di averla vista in funzione solo in rarissime occasioni. Essendo l’unica, mentre ne sarebbe necessaria una per ogni accesso ai binari, la manutenzione non dovrebbe essere un problema. Se si guasta così di frequente, un motivo ci sarà, forse un difetto strutturale, non siamo tecnici della materia, e neanche di altre, per poter esprimere un nostro giudizio, ma certamente così non è possibile continuare.
La stazione ha avuto qualche miglioria, ma non è bastato per renderla adeguata ad un’ importante città come la nostra che in questi giorni, grazie a Dio, continua ad ospitare turisti. Ce la faranno i nostri eroi a renderla “qualificata”, prima che arrivi l’ondata dei marinai d’Italia che hanno scelto Reggio per il loro raduno nazionale?

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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