EVVIVA, ORA SIAMO TUTTI UN PO’ PIU’ RICCHI

Andando in giro per la città mi è parso di cogliere, in questi giorni di ripresa delle attività (ma tanta gente a passeggio e i bar sempre affollati dimostrerebbero il contrario) un senso di generale soddisfazione.
Tutta la stampa, anche quella che dovrebbe fare una certa opposizione, uscire, come si suol dire dal coro del tutto va bene madama la marchesa, ha salutato con enfasi il “regalone” del Governo all’amministrazione capitanata dal sindaco-Lorella, il più amato dai cittadini, alias Peppe (Show) Scopelliti, noto per essere un gran consumatore di gel per capelli.
Trentatre milioni di euro, una montagna di denaro gran parte della quale, meglio precisarlo, già impegnata grazie ai debiti accumulati in questi anni di feste, festicciole, compleanni di vip amici, elargizioni varie.
Ma qualcosa dovrebbe restare per pensare ai quartieri da sempre abbandonati, alla carenza d’acqua che ha portato alla disperazione, nei giorni della grande calura, centinaia di famiglie. A Palazzo San Giorgio c’è euforia mentre già si pensa a come transennare la zona riservata ai creditori che si affolleranno dietro la porta di chi regge i cordoni della borsa.
Il sindaco Scavolini, che ha stracciato tutti quelli calabresi, alcuni dei quali, compreso quello dell’odiata Catanzaro, nemmeno ci sono entrati nella classifica, così imparano a fare del campanilismo becero ed a porre veti a destra e a manca.
Una grande occasione per ripartire alla grande per il buon Giuseppe imitato alla perfezione da Gennaro Calabrese, forse l’ultimo salto dal trampolino, prima di tuffarsi nella politica nazionale e conquistare il sospirato seggio a Montecitorio.
Ebbene, lo confesso, anch’io mi sono sentito un pò più ricco, anche se virtualmente, ma noi siamo gente che s’accontenta. E poi, stanotte ci sono i “giochi di fuoco”, allegria!.
P.S. La notizia del rinvio dei giochi pirotecnici ha gettato nella più cupa disperazione titolari di bar e ristoranti che speravano in lauti incassi. Si rifaranno presto.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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