MISS ITALIA, ERIKA MERITAVA QUALCOSA DI PIU’

Siamo ovviamente contenti che il titolo di miss Italia, un concorso che ormai, nonostante i tentativi di adeguarlo ai tempi, sta mostrando la corda, (e la prova è costituita dall’impressionante calo di ascolti televisivi), sia andato ad una ragazza del Sud.
Siamo ancor più soddisfatti del fatto che le tre finaliste siano state tutte concorrenti siciliane, a conferma che la bellezza cosiddetta mediterranea riscuote consensi popolari inducendo anche quelli del Nord a preferirle col loro televoto.
Ma un pò d’amaro in bocca ci è rimasto dopo la repentina eliminazione della reggina Erika Romeo, splendida mora, nulla da invidiare alla acese Miriam Leone, eletta dopo un ripescaggio sul cui meccanismo nutriamo qualche perplessità. Nonostante la mobilitazione dei suoi concittadini, la ragazza acqua e sapone che per diversi giorni ci ha sorriso dai manifesti affissi un pò dovunque, non ce l’ha fatta.
Le auguriamo, comunque, di avere ugualmente la possibilità di entrare nel magico mondo dello spettacolo, ma le consigliamo, innanzi tutto, di non tralasciare gli studi e di mantenere un rapporto solido con la famiglia e con la sua città. E’ facile cadere nell’illusione che un certo ambiente procura, specie se si è tanto giovani.
Erika, ne siamo convinti, meritava qualcosa di più, ma noi reggini siamo fatalisti e abbiamo il dono della rassegnazione, anche quando ci pare di aver subito un’ingiustizia. Non è detto che chi vince, in qualsiasi ramo della società, in ogni mestiere o professione, sia il migliore. E a miss Italia questo assioma ha avuto spesso conferma. Erika, comunque sia andata, è stato per te un successo.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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