
Debbo dirlo con tutta franchezza: a me, e a tanti altri che ci siamo formati in ambito cattolico, che abbiamo avuto la cosiddetta educazione cristiana, fa un certo effetto vedere, tutti compunti e con le facce di circostanza, rappresentanti della classe politica, ma non solo loro, che, sulla base dell’ideologia professata dai partiti d’appartenenza (alcuni dei quali, deo gratias, defunti) non dovrebbero aver alcun rapporto con la cristianità, cioè frequentare le sante messe, comunicarsi, sposarsi in chiesa, battezzare i loro figli.
I comunisti d’una volta, ma dove sono più? lo facevano ed erano memorabili le scene che si verificavano nelle parrocchie quando qualcuno di loro, spesso in ore notturne, si recava dal parroco del paese per chiedere le “pubblicazioni” di matrimonio o di essere cresimato. Si sono verificati casi, addirittura, di preti (generalmente apostrofati come mangia pane a tradimento)che rifiutavano d’impartire l’estrema unzione ai seguaci di Togliatti, Nenni, e anche Saragat: quelli dopo, lasciamoli stare.
Adesso, non solo sfilano dietro il quadro della nostra amata Patrona che, se potesse parlare, li manderebbe tutti…al diavolo, ma rilasciano interviste esaltando l’afflato di fede e di speranza che sale dal popolo che partecipa alla processione e che con la Madonna della Consolazione ha un rapporto straordinario. E promettono soldi alla Chiesa, dopotutto è meglio tenerseli buoni i Santi. Certo, non sono di quelli che si scandalizzano avendone viste, in tanti anni di questo mestieraccio, di cotte e di crude. Ad alcuni compagni e a certi noti massoni, che mi ricordano tanto i personaggi di Guareschi, anche se portano il doppio petto, consiglierei di evitare esibizioni di una fede che non c’è e non può esserci perchè hanno giurato fedeltà ad altri personaggi che la storia ha già giudicato. E non venite a dirmi che, di fronte alla Patrona, non c’è idea politica che tiene, tanto al giudizio divino dovrete presentarvi da soli e lassù i pretesti non valgono.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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