SE IL PAVONE METTE LE PENNE ALTRUI

Ha cominciato, come era giusto, il presidente regionale di Confindustria, De Rose, al quale Emma Marcegaglia ha trasmesso, e solo a lui, crediamo giustamente, visto il ruolo che ricopre il noto imprenditore cosentino del settore tipografico, le “più vive congratulazioni”.
Ma c’è stato chi, come il signor Francesco Femia, presidente degli industriali della provincia reggina (ma proprio di tutti?) non ha perso l’occasione per far sapere che anche a lui sono arrivati i complimenti per l’opera di “pulizia” fatta, mettendo alla porta del palazzotto di via del Torrione inquisiti, condannati, sospettati, senza licenza antimafia, insomma gentaglia non degna (anche se qualcuno di essi il voto a Femia crediamo l’abbia pur dato, per consentire una elezione plebiscitaria, qual è stata quella dell’imprenditore gioiosano) di restare nei ranghi dell’associazione.
Abbiamo ancora nelle orecchie l’editoriale trasmesso da ReggioTv, a firma del suo editore, Lamberti Castronuovo, già vice presidente di Confindustria nell’era Mauro, all’indomani della prima elezione dell’illustre sconosciuto Femia. Lamberti usò espressioni durissime, tanto da far prevedere un certo interesse da parte della Procura antimafia, solo che alcune delle cose dette (ma noi, ovviamente, non ci crediamo) fossero rispondenti al vero.
Ma così vanno le cose nella nostra città, sempre più colonizzata. Presto, usa dirmi ogni volta che lo incontro un caro amico, procederanno d’ufficio contro le persone perbene. Che la madonna della Consolazione ci protegga!.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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