FINI, QUANTO RUMORE PER UN TUFFO NEL MARE BLU

Lungi da me l’idea di fare il difensore d’ufficio di Gianfranco Fini. Non sono stato, nè sarò mai, un uomo di destra, mio padre, che aveva fatto la guerra e la Resistenza, mi ha allevato al culto dell’antifascismo ed al sacro rispetto di valori quali la libertà, la tolleranza, la democrazia.
Tra l’altro, il nostro presidente della Camera, innamorato come non mai e attratto assai dalla giovane compagna ex fiamma di Gaucci, come hanno documentato recentemente alcune foto un pò…birichine, non è che mi sia tanto simpatico, ma non avendolo mai conosciuto di persona (ma non me ne faccio un cruccio) non sono in grado di esprimere un giudizio serio.
Ora, si è scatenata la bagarre per quella sua immersione nelle acque incontaminate di Gorgona (le conosco anch’io, essendo un modesto appassionato di mare e navigando di tanto in tanto) senza accorgersi che c’erano dei limiti fissati dalla riserva marina.
Lui si è subito cosparso il capo di cenere e si è detto disposto a pagare la multa per aver “inquinato” (dopo tutto è un politico!) quelle acque solcate comunque dalle imbarcazioni di altri personaggi più o meno inquinanti quanto Fini.
Io credo che, essendo su un mezzo dei vigili del fuoco (come presidente della Camera ne ha diritto, e il suo predecessore, compagno Bertinotti, di questi privilegi ha fatto ampiamente uso) qualcuno avrebbe dovuto informarlo, così come da prefettura e questura, responsabili della tutela di importanti personalità sarebbero dovuti arrivare i consigli su dove e come immergersi, anche perchè questa estate Gianfranco Fini è pedinato dai paparazzi più della coppia Briatore-Gregoraci. Il nostro elegante presidente non ha rubato coralli, per farne dono alla sua Elisabetta, nè ha arpionato qualche grosso pesce. Tanto rumore per nulla, ma i giornali, in questi giorni, con qualcosa bisogna riempirli, in attesa che ricominci il teatrino della politica.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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