REGGINA, SIAMO FATTI PER SOFFRIRE

Nella città del nulla, come amava definirla il compianto Saverio Pedullà, giornalista-tifoso che più tifoso di così non si poteva, anche le leggende metropolitane, le più grossolane corbellerie vengono spacciate per verità. C’è l’amico che ha l’amico che lo informa, c’è chi pretende di farvi abboccare alle panzane da bar dello sport e, passa parola dopo passa parola, si finisce con il trasformarle in notizie, e c’è anche qualche cronista che le prende per vere e le divulga, magari via radio, e la frittata è fatta.
C’è chi porta avanti una teoria secondo la quale se Foti, in estate, fa la squadra troppo forte, come è successo in passato, (ma la gestione era affidata al Signor so tutto, alias Pino Benedetto) questa è la volta buona che si retrocede.
E allora? Meglio aspettare a gennaio e cominciare la corsa ad ostacoli verso la salvezza, dopo tutto finora è andata bene, vero?. Toh, menagramo che non siete altri, l’uomo dal sigaro e il baffo all’ingiù avrà avuto ancora una volta ragione.

Amici, prepariamoci, quindi, ad altri mesi di sofferenza, d’imprecazioni davanti al televisore, della pasta al forno domenicale andata di traverso, delle discussioni feroci anche con vecchi amici, che vi terranno il broncio, almeno fino alla prossima partita, quando vi ritroverete fianco a fianco ad imprecare e qualche volta ad esultare, mentre il solito bene informato pronuncerà la frase cult lanciata da Baccillieri, antipatico ai più, ma capace di fare audience a Radio Touring. “Tanto Foti, tri cchiu fissa i nui i trova sempre”. Li troveremo anche quest’anno?. Gli amanti dei sondaggi sono serviti.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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