QUEL DESIDERIO (INSODDISFATTO) D’UN CAFFE’

L’auto con targa straniera si ferma nella piazza del paese sulla costa ionica, una zona, come si legge nelle cronache locali, ad alta densità turistica, tra emigrati di ritorno e villeggianti, la popolazione ad agosto si quadruplica.

Gli occupanti, piuttosto accaldati (chi è del Nord non è facile che tolleri le nostre temperature…africane) si dirigono verso l’unico bar, piuttosto civettuolo, con gli ombrelloni aperti, qualche vaso coi fiori, ed al titolare che sta mettendo in ordine alcune bottiglie di liquore, chiedono qualcosa che, quando la canicola colpisce, è un vero toccasana: la granita di limone.

“Signori, sono spiacente, niente granita, manca l’acqua, stamattina non ho ancora potuto lavorare”.
E allora, un buon caffè, la granita la prenderemo più avanti, la Jonica è piena di locali. Ma anche stavolta la risposta è da gelo:”non posso fare il caffè, la corrente manca da ieri sera, se volete qualche bibita, ma vi avverto che è calda”.
I nostri malcapitati turisti risalgono in auto e si dirigono a tutta velocità verso il centro, molto più popoloso, diamine qui troveremo granite a iosa. In mezzo alla strada, due operai del Comune stanno caricando a fatica rifiuti raccolti sul ciglio della strada, c’è un pò di tutto, dalle gomme d’automobile a dei sanitari smontati dall’idraulico che sta rifacendo il bagno a qualcuno, e poi un materasso, scatole di cartone, tante bottiglie e roba in plastica, tutto materiale da far felici i fanatici della differenziata.
Anche nel paese più grosso, però, dove affittare una casa per un mese ti costa almeno duemila euro, l’acqua manca, la gente è in rivolta, molti turisti hanno disdetto le camere e sono andati alla ricerca di luoghi meno inospitali. Questa è l’estate in tante zone del Reggino dove parlare di turismo diventa sempre più una esercitazione verbale. E, infatti, meglio lasciar perdere, in attesa delle scuse di Loiero.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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