Le segnalazioni sono ormai parecchie ogni giorno e arrivano da tutti i centri della Calabria dove, in questo periodo, maggiore è l’afflusso di turisti e villeggianti, che continuano purtroppo ad essere i classici “polli da spennare”, tanto passano e vanno via, chi li vede più.
E di questo passo, sì che non ne vedremo più davvero, se al ristorante il conto è salato più di un barile di alici in salamoia, se una gita in barca ti costa la bellezza di 70 euro, se un ombrellone (mai in prima fila) lo paghi non meno di 15 euro, e te ne devi stare per tutta la giornata rannicchiato sulla sua sdraio, se non vuoi che i tuoi piedi vadano a…massaggiare la schiena di chi sta nell’ombrellone davanti al tuo, e che per quella posizione ha pagato più di te.
Ci chiediamo che fine facciano i reclami, le vere e proprie denunce che cittadini esasperati, talvolta infuriati, inoltrano alle organizzazioni di tutela dei consumatori e se qualcuna delle richieste di risarcimento arrivi a buon fine.
Certamente, di questo passo, parlare di sviluppo turistico resta una mera enunciazione, un modo per dare fiato alla bocca nei convegni che, a iosa, vengono fatti un pò dovunque, nelle fresche serate in montagna o in riva al mare, con l’immancabile presenza dei politici di zona che queste occasioni, magari mettendosi in tenuta casual, per sembrare ancora più vicini al cittadino, non se le perdono di certo.
Tutto questo ambaradan estivo finisce e i problemi restano insoluti, da anni, mentre gli assessori passano con i loro programmi mirabolanti, i viaggi promozionali all’estero, le consulenze a noti (?) giornalisti perchè esaltino le bellezze della nostra terra, previa adeguato cachet. Qualcuno di loro, tanto per arrotondare, si dà da fare anche nel settore pubblicitario, un mondo tutto particolare nel quale si muovono personaggi che, in altri contesti, faremmo bene ad evitare.
Arrivano i turisti, ma sì, continuiamo a bastonarli, tanto al massimo protesteranno un pò, e si metteranno in fila sulla A 3 facendo lo slalom tra i cantieri. Buone vacanze.
Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco
Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974.
Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.
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