INCENDI, MA NON SI PUO’ FARE PROPRIO NULLA?

E’ stato un Ferragosto tragico, anche se per fortuna non ci sono stati incidenti stradali di particolare gravità, ma è stata ugualmente una giornata terribile (nel ricordo della strage di Duisburg) per via degli incendi che hanno devastato il territorio calabrese, in tre province su cinque, e i dirimpettai monti Peloritani.

Già di prima mattina, mentre la gente si affrettava a raggiungere le mete della gita tradizionale, prima che il traffico diventasse difficile, era possibile ammirare sulle colline di Messina, zona san Filippo, proprio sottto il Santuario di Dinnamare, un’alta colonna di fumo, che è durata fino a sera provocando un aumento della già torrida temperatura e rendendo difficile la vita a quei messinesi che avevano scelto il litorale ionico per trascorrere il giorno di festa istituito (bontà sua) dall’imperatore Augusto.

Quello che il cittadino comune si chiede, di fronte a tanto scempio, considerato che il novanta per cento degli incendi è di chiara matrice dolosa, è se sia possibile attuare una strategia, da parte delle Istituzioni, delle amministrazioni locali, per porre fine ad un fenomeno che è diventato la costante di ogni estate. Noi crediamo che, senza spese eccessive,si possano costituire gruppi di giovani, con contratti trimestrali, incaricandoli non solo della sorveglianza, ma anche dei rapporti con coloro che la montagna la frequentano, facendo opera di sensibilizzazione e “battendo” i boschi a tutte le ore, per scoraggiare chi avesse intenzione di trasformarsi nel Nerone di turno.
Si darebbe lavoro, anche se temporaneo, a tanti ragazzi, il territorio verrebbe presidiato non militarmente, ripetendo una formula studiata dall’ex presidente del Parco d’Aspromonte, Tonino Perna, che riuscì ad ottenere risultati eccezionali con un abbattimento pressochè totale della percentuale di roghi che hanno finito quest’anno col trasformare tante amene contrade in gironi infernali. Siamo sicuri che non è possibile proprio fare nulla?.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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