LO SPIONE CRETINO PER CONTO TERZI

Capita anche questo. C’è un individuo che passa le sue giornate bighellonando per la città e trascorrendo ore nella redazione d’un giornale sul quale, di tanto in tanto, delizia i lettori con la sua prosa, occupandosi per lo più di argomenti pseudo-culturali, insomma cose che nessuno legge.
Ufficialmente non risulta abbia mai svolto una attività lavorativa, anzi, secondo i maligni, avrebbe trovato il modo di farsi mantenere da una moglie ricca che, dopo qualche anno, l’ha mollato. In quanto alla politica, nella quale si sente particolarmente versato, dopo aver cambiato diversi partiti, è approdato alla corte dei seguaci del capo del cosiddetto partito delle manette, prima di fondare con altri perditempo come lui, un movimento che non si sa esattamente cosa voglia proporre ai per fortuna pochi adepti.
Di tanto in tanto, per giustificare la loro esistenza in vita, qualche squillo di tromba sotto forma d’una compiacente nota pubblicata sul giornale del cui capo è amico e per conto del quale si occupa di segnalare i movimenti dei “nemici”.
E allora, quale migliore occasione, sorprendendomi mentre tranquillo passeggio nella sala imbarchi dell’aeroporto, in attesa dell’arrivo di mio figlio, che spiare i miei movimenti ed eventualmente riferire al suo “padrone” col quale, notoriamente, il modesto autore di questa nota, non è in corrispondenza d’amorosi sensi, anzi è stato un suo critico (è un eufemismo, ma oggi sono buono) quando ha avuto la sventura di averlo come collega nella stessa testata.
Con lo stile dello 007 di periferia, il nostro si è appostato a una certa distanza fino a quando non si è reso conto che nessuna donna mi è corsa incontro (magari stesse aspettando l’amica, stavolta lo becchiamo, avrà pensato lo Sherlok Holmes da strapazzo) ma un giovanottone sorridente, felice di passare qualche giorno di vacanza coi genitori.
Stavolta, hai fallito amico: la telefonata al suo “capo” l’avrà fatta lo stesso, del resto si è sempre vantato di avere spie dappertutto. Ma c’è anche chi spia lui, quando mangia a sbafo in locali alla moda. Ma questa è un’altra storia, circola una lettera anonima che è una delizia, peccato che ho potuto solo sbirciarla, ma qualcuno l’avrà pure ricevuta. Perchè non incaricare lo spione per conto terzi?.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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