‘NDRANGHETA, L’ARMISTIZIO POTREBBE FINIRE

Sono d’accordo con Giusva Branca, che su Strill scrive di un possibile autunno caldo delle cosche reggine, intravedendo anche lui segnali preoccupanti, a cominciare da recenti episodi avvenuti in città e, principalmente, da quanto è accaduto con l’agguato fallito al presunto anziano boss di Santo Stefano d’Aspromonte, Rocco Musolino.
Nessuno si era mai azzardato a toccare un uomo in grado, per età e prestigio, di avere un dialogo con gli esponenti di primo piano delle varie “famiglie” mafiose della città e della provincia. Un personaggio, Rocco Musolino, ricchissimo ed ancora assai attivo nonostante gli 80 passati da un pezzo, che è riuscito a uscire indenne da tutte le guerre di mafia che hanno insanguinato la nostra provincia negli ultimi trent’anni ed è stato, assieme ad altri capi bastone, certamente uno dei garanti dell’armistizio siglato tra i vari clan in lotta a settembre del 1991, pochi giorni dopo il barbaro assassinio del giudice Antonino Scopelliti.
Una tregua che finora ha retto, grazie appunto alla presenza sul territorio di uomini come Pasquale Condello, Giovanni Tegano, Giuseppe De Stefano che dalla latitanza erano in grado, ed alcuni di loro lo sono ancora, di dirimere eventuali controversie, partecipare a summit per prendere decisioni importanti, tenere a freno qualche testa calda, scongiurare azioni temerarie che potrebbero provocare una reazione ancor più decisa dello Stato.
Con l’arresto del “Supremo” e prima ancora di Peppe Tiradritto, qualcosa è cambiato e qualcosa ancora cambierà. Il problema è capire se prevarrà la linea di persone come Musolino, o quella dei giovani “figli d’arte” della ‘ndrangheta anni Duemila. Credo che lo sapremo molto presto.

Pubblicato da Francesco Calabrò detto Franco

Nato per caso a Rieti ma calabrese d'adozione e per scelta, è giornalista, iscritto all'Ordine nel 1967 facendo la trafila pubblicista-praticante fino agli esami da professionista nel 1974. Ha iniziato la carriera alla Tribuna del Mezzogiorno di Messina e l'ha proseguita, dopo esperienze al Corriere Mercantile e al settimanale Nuovo Sud, al Giornale di Calabria dove è rimasto per otto anni e mezzo, fino alla chiusura con la qualifica di capo servizio. Dopo una parentesi come direttore di Telejonica Brancaleone, è stato assunto all'Ansa e destinato alla sede regionale calabrese, da dove è andato via due anni dopo per partecipare alla nascita del quotidiano Oggisud come responsabile della redazione di Reggio Calabria. Nel 1985 è stato chiamato alla Gazzetta del Sud, prima alle pagine calabresi, poi alla redazione reggina, e dopo cinque anni, il ritorno a Messina diventando capo servizio coordinatore delle redazioni distaccate di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Numerose le collaborazioni per importanti testate quali Il Giorno, Panorama, Oggi, e trasmissioni televisive quali Linea Diretta di Enzo Biagi. Prima di lasciare l'attività, una breve esperienza al Quotidiano del Sud, quindi il trasferimento a Roma dove per ben dieci anni ha collaborato con l'Ordine nazionale dei giornalisti, commissario d'esame, addetto alle commissioni, coordinatore dei corsi per praticanti, presidente della commissione esteri. Viene considerato un esperto nella formazione degli aspiranti giornalisti. Conclusa anche la parentesi all'Ordine, si è dedicato alla scrittura pubblicando un paio di libri, il più noto dei quali è Il Mestieraccio, diario di 50 anni di professione. Nel contempo, si occupa della comunicazione per una azienda di consulenze internazionali nel settore dell'informatica. Sposato, ha due figli, entrambi liberi professionisti, è tifoso della Roma e segue la squadra della sua città, la Reggina. Quando gli impegni glielo consentono, si rifugia nella quiete di Cannitello, sullo Stretto di Messina, la città da dove la sua avventura nel mondo del giornalismo è iniziata e si è chiusa.

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